L’improvvisa notizia del ripescaggio dell’Associazione Calcio Comunale Basiliano nella II Categoria Dilettanti giunge improvvisa nella torrida estate del 1967.
In fretta e furia , sotto l’ondata di un dilagante entusiasmo si convoca l’Assemblea dei Soci, affollatissima come non mai presso la sala del Consiglio Comunale.I presagi di una nuova era del calcio basilianese sono subito positivi.
Il dott. Duilio Fontanelli viene eletto presidente; nel gruppo dirigente fa la sua ricomparsa l’ancor giovane, ma appassionato oltre misura e votato alla causa, Lodovico Mattiussi ed alla guida tecnica della squadra è chiamato la vecchia gloria locale, il rag. Aristide Contessotto. Di soldi neanche l’ombra, ma al gruppo dei reduci della terza categoria si aggiungono nella stagione 1967-68 Giovanni Cecconi (in prestito dal S. Caterina), Paolo Di Benedetto (a tempo pieno), Franco Mattiussi (di ritorno dall’Osoppo) e, soprattutto, Sergio Di Benedetto che lascia definitivamente il calcio semiprofessionistico di Lugano per ritornare a casa, a lavorare e a giocare.
La conduzione tecnica è eccellente, ma fa difetto (cosa abbastanza comune a quei tempi) la preparazione  atletica, pressoché inesistente ed effettuata incostantemente per puro diletto, senza investiture ufficiali, da Franco Di Benedetto che riesce, in ossequio il suo proverbiale stile, a coniugare facezie e lavoro (pochi allenamenti seri, ma quante risate… ndr.), concorrendo a creare quel clima di gruppo che sarà importante per le sorti dell’annata.
La disposizione tattica è quella tipica del tempo: un battitore libero, tre marcatori (i due terzini e lo stopper), tre a centrocampo (un mediano e i due interni), tre attaccanti (due ali classiche e un centravanti). 
Ad un buon avvio di stagione (vittoria in casa con il Valvasone e due pareggi, ad Azzano X in trasferta e in casa, giocando molto bene, con il Don Bosco)  segue un lungo periodo molto sofferto con il fondo della classifica a portata di mano, anche se nelle partite importanti il Basiliano c’è e si fa vedere.
Si ricorda ad esempio un Basiliano - Codroipo 0-0 in mezzo a fango e neve, con due occasionissime sprecate dai bianconeri nel finale di gara, dopo una stupenda prestazione di Arnaldo Fabris in porta.
E con l’Aviano nel ritorno (dopo aver perso nell’andata al 90’ ad Aviano con il Basiliano ridotto in 9 !) un brillante 2-1 (con due splendidi goal di Franco Mattiussi), che peserà molto sulla mancata promozione dei gialloblù di Aviano.
I problemi di quel campionato sono molteplici: la difficoltà di trovare la giusta inquadratura in difesa, un centrocampo troppo tecnico e poco “incontrista”, la difficile ricerca di un centravanti “di peso”, alla fine trovato in un ex-difensore quale Redento Del Giudice (autore di 8 goal).
L’anima della squadra è Franco Mattiussi e il leader  ovviamente è Sergio Di Benedetto, capace ancora di deliziare, anche se – ovviamente – non sempre disposto a portare la croce, come era allora doveroso in un centrocampo a tre e con ali e difensori statici.
Neos Vendramin è autore di un bel campionato, coronato anche da cinque goal e da una doppietta in casa con il Fontanafredda.
Un discreto rush finale (culminato nella decisiva vittoria a S. Vito al Tagliamento, con goal decisivo nel II tempo di Paolo Di Benedetto e seguito da una larga vittoria in casa con il Casarsa) permette la permanenza nella categoria.
L’ultima partita, con il Fiume Veneto, è un pura formalità: il pareggio va bene ad entrambe le formazioni e pareggio alla fine sarà.    

Formazione del Basiliano 1967-1968 

Formazione tipo (Basiliano Casarsa 4-1) 

                       

La sospirata salvezza dà l’avvio ad un processo di riorganizzazione dei quadri tecnici della società.
Il Consiglio Direttivo, seppure non a maggioranza, decide per un cordiale benservito ad A. Contessotto, reo forse soltanto di avere ormai 63 anni e di pensare poco al lato atletico.
Viene ingaggiato come  tecnico Giorgio Pittana, che si è fatto notare qualche anno prima nel Codroipo quale preparatore atletico.
Contemporaneamente la società si dà da fare sul mercato puntando essenzialmente su cavalli di ritorno quali Ottavino Di Filippo, Giuseppe Fabris, Esterino Mazzolo e Umberto Mattiussi, e sull’acquisto dell’ottimo portiere Pegoraro, lasciando presagire un campionato di alta classifica.
Purtroppo, nonostante l’indubbia ottima preparazione atletica, i risultati sono subito deludenti.
Neppure l’avvicendamento alla guida tecnica di Pittana con la soluzione in casa del compianto Tarcisio Fabbro, riesce a far  decollare la squadra, ancorché il tasso tecnico sia indubbiamente di prima qualità.
I motivi sono molteplici: le iniziali incomprensioni fra alcuni senatori ed il tecnico, il ritardato amalgama con i nuovi, il venir meno di un obiettivo da raggiungere, la retrocessione per una sola squadra, in vista della ristrutturazione dei campionati… Dell’annata 1968-69 si ricordano poche partite di un certo spessore: il primo tempo con il Rauscedo in casa, la vittoria con il Fontanafredda in casa, il pareggio a Rauscedo nel ritorno e le quattro vittorie di fila verso la fine del campionato (in casa con la Tiezzese, due di seguito in trasferta a Zoppola e a S. Giovanni di Casarsa e in casa, il giorno di Pasqua, con il S. Leonardo).
La disposizione tattica è più o meno quella dell’anno precedente, ma assai disturbata dal valzer di allenatori e, soprattutto, di giocatori.
In qualche frangente il centravanti si sdoppia, soprattutto nelle partite esterne (fatto non comune a quei tempi), per aiutare un centrocampo troppo poco incline al contenimento.
E’ una squadra quella bianconera senza una vera identità: continui cambi di formazione non giovano all’amalgama, ma si intuisce che – con qualche ritocco- la squadra può diventare competitiva.

06.04.1969 Basiliano S. Leonardo 1-0  

E così avviene nel campionato successivo (1969-70), quando l’esperienza poco felice dell’anno appena concluso induce la dirigenza a richiamare Agostino (Ustìn) Gusmai alla guida tecnica della squadra bianconera.
Gusmai negli anni precedenti ha ben lavorato a Castions di Zoppola (Doria) imponendosi all’attenzione soprattutto per la praticità delle sue formazioni, votate a una attenta difesa e a un rapido contropiede.
La partenza dell’annata è bruciante ( 9 vittorie di seguito), interrotte dalla…mancanza dell’arbitro a Pasiano di Pordenone e dalla prima sconfitta la domenica successiva ( 1-2 con Ferruccio Fabris schierato al centro dell’attacco !!) sull’ostico campo di S. Leonardo Valcellina.La discussa partita di Zoppola (0-3)*, seguita dalla sconfitta con la Pasianese nel recupero (0-1), fa perdere al Basiliano tutto il vantaggio conseguito nella fase iniziale.
La squadra, partita baldanzosamente (vittorie importanti in trasferta a S. Vito al Tagliamento, a Fontanafredda e a Montereale Valcellina) con una difesa ottimamente orchestrata da S. Di Benedetto e F. Mattiussi ed un attacco che non perdona la minima distrazione degli avversari, perde di lucidità nel prosieguo del torneo, per ritrovarla d’incanto soltanto nello scontro diretto in casa con la Pasianese (3-1) e, in parte, negli spareggi per accedere alla categoria superiore.
La squadra è schierata preferibilmente con un 5-3-2 in trasferta e con un  4-3-3 in casa: S. Di Benedetto, libero sui generis, partecipa spesso alla costruzione del gioco, venendo immediatamente sostituito da F. Mattiussi.
La difesa è ben coperta con tre difensori di rango quali Mazzolo, U.Mattiussi e Polo.
Il centrocampo, costituito da due incontristi (F. Mattiussi e Vendramin) e da un giocatore eclettico quale Guido Nobile, viene rinforzato in trasferta da P. Di Benedetto. Le punte, due (G. Fabris o D’Agostina e Rusticelli) o tre (P. Di Benedetto), attendono il momento propizio per far scattare il contropiede: il centrocampo viene spesso saltato con lanci lunghi, senza fraseggio e costruzione di gioco a centrocampo.
Il Basiliano perde il campionato nel ritorno e, ancora di più, dopo la superba prestazione contro la Pasianese, illudendosi (ahimè) di avere ormai in tasca il campionato. Probabilmente una non oculata gestione degli uomini a disposizione e il non avere chiuso la penultima partita a Tiezzo nella prima frazione di gioco impediscono la vittoria nel torneo, con la lunga coda degli spareggi, successiva alla sconfitta casalinga (0-1) con lo Zoppola della domenica successiva (ultima domenica di campionato, 3 maggio 1970).
Basiliano e Zoppola sono costretti ad uno spareggio la domenica successiva, che  ha luogo a S. Vito al Tagliamento  e finisce con il Basiliano vittorioso per 4 a 2 sullo  Zoppola  (3-0) con goal di Nobile, F. Mattiussi, Polo e Rusticelli.
Il Basiliano ha diritto quindi a partecipare  agli spareggi per la promozione in I Categoria.
Il girone all’italiana comprende, oltre al Basiliano, il Vesna di S. Croce di Trieste, il Mortegliano e il Ricreatorio Festivo Udinese. I due iniziali pareggi (1-1 con il Vesna a Mossa con goal di P. Di Benedetto; 0-0 con il Mortegliano a Codroipo) sono seguiti il 31 maggio 1970 dalla rocambolesca vittoria a Trivignano con il Ricreatorio (3-2 dopo che il I tempo era finito con gli udinesi in vantaggio per 2-0 e con la rimonta iniziata al 78’ con P. Di Benedetto e completata con 2 goal di S. Di Benedetto all’84’ e 88’ !).
Sembrava fatta per la promozione in I Categoria, ma il Vesna – superando il Mortegliano - terminava a pari punti con i bianconeri.
Il sorteggio, effettuato con la monetina presso gli uffici della Lega Calcio, favorirà alcuni giorni dopo il Vesna ...

Di quel campionato riportiamo tre cronache dagli appunti di uno sportivo locale.

26.10.1969 a Castions di Zoppola (PN) Doria – Basiliano 0-1
Vivace partita tra due squadre che si sono fronteggiate a viso aperto, senza tattiche rinunciatarie.
L’ha spuntata la squadra ospite che, dopo aver segnato un bellissimo goal, ha saputo contenere le sfuriate dei padroni di casa, soprattutto nella fase centrale della ripresa, andando vicinissima al raddoppio con rapidi capovolgimenti di fronte.
Ha lasciato ancora a desiderare nel Basiliano il centrocampo, ma la ferrea difesa, imperniata sull’ottimo Pegoraro e le mobili punte mascherano per ora quello che è il neo di questa squadra, avviata comunque a raccogliere lusinghieri risultati.
09.11.1969 a Fontanafredda Fontanafredda – Basiliano   1-3
Sotto la pioggia le due capolista (a punteggio pieno) del girone si sono date battaglia per 90’ tiratissimi.
Il gioco è mancato, ma di certo non il fattore agonistico. Hanno vinto gli ospiti, quando tutto lasciava credere (espulsione di Di Filippo al 68’) che i padroni di casa riuscissero a farcela.
La chiave dell’incontro è stata  proprio l’espulsione suaccennata. Il Basiliano, giocando tutto in difesa e operando in contropiede, è riuscito con due tipiche e quanto mai rapide azioni di rimessa, a far sua l’intera posta in palio, mantenendosi calmo e freddo nel momento cruciale della partita.
05.04.1970 a Basiliano Basiliano – Pasianese 3-1

Colpo d’occhi magnifico al “Comunale” di Basiliano: non meno di 600 spettatori ed incasso record di L. 181.200 (come comunicato dal segretario-cassiere Americo Tosolini).
Tifo alla “San Siro” sulle gradinate e gioco spettacolare sul campo: una gran bella partita, come raramente se ne vedono nel settore dilettantistico.
Il Basiliano ha coronato l’operazione sorpasso (Pasianese 33 p. - Basiliano 32 p. prima della partita) con una prova maiuscola, a tratti superba.
Dopo un avvio indeciso, i bianconeri hanno trovato la giusta intesa a centrocampo e sono passati in vantaggio nel finale del I tempo con due reti di pregevole fattura (testa, su corner indirizzato sul primo palo, di  Rusticelli e delizioso goal all’incrocio di P. Di Benedetto dopo prolungato palleggio con spalle alla porta).
La ripresa ha visto ancora i bianconeri padroni del campo sì da arrotondare il bottino su calcio di rigore.
La Pasianese otteneva il punto della bandiera nel finale, su punizione indiretta in area di rigore, giustamente concessa dall’ottimo arbitro, sig. Fogar di Monfalcone.

30.11.1969 Basiliano Azzanzese 1-0

A Trivignano Basiliano Ricreatorio 3-2

La cocente delusione della stagione appena conclusa (campionato perso al sorteggio dopo un campionato e un’appendice in cui la squadra si era dimostrata di categoria superiore) è subito mitigata dal cambio tecnico, deciso dai dirigenti.
Alla guida della squadra nel 1970-71 viene chiamato Italo Del Negro, che ha da poco terminato la sua carriera professionistica ed è ritornato in Friuli a Spilimbergo quale giocatore-allenatore.
Il proclama di Del Negro (bel gioco = vittoria) si scontra già nel girone di andata con la realtà di un girone, da sempre ritenuto il più difficile della categoria.
L’inserimento di due nuove pedine in attacco (Michelesio e Tosolini), nonostante la partenza di Rusticelli, prevede il cambiamento di schema di gioco e Del Negro inizialmente opta per un 4-4-2 sui generis con difesa a uomo, Guido Nobile regista, Neos Vendramin unico incontrista e i due Di Benedetto (Sergio e Paolo) disposti larghi sulle fasce.
Le cose comunque inizialmente non vanno poi così male, se alla fine del girone d’andata il Basiliano è secondo (16 punti) a 4 punti dal capo-classifica Fontanafredda.
Poi inizia a farsi sentire la mancanza di Franco Mattiussi (trauma distorsivo al ginocchio con intervento di meniscectomia e… addio carriera nella 3a di andata contro il Fontanafredda); il resto lo fanno un po’ di sfortuna e la mancanza di esperienza di alcuni giovani promossi dal tecnico, bravi ma forse ancora impreparati a giocare ad armi pari con vecchi volponi, quali i vari Marcuz, Stivella, etc.
Dopo la sconfitta a Fontanafredda (0-2), dopo un ottimo primo tempo del Basiliano, i punti di ritardo salgono a 7 e le ambizioni scemano definitivamente.
Si continua a giocare per puro diletto e il campionato termina in maniera anonima (bel gioco ma poca determinazione, poche reti, sconfitte di misura…) al centro della classifica.
L’anonimo campionato dell’annata precedente pretende una immediata riscossa nel campionato 1971-72.
Viene acquistato dal Bressa un attaccante (Ermacora), cui si aggiungerà a campionato iniziato il militare Ciocchi, punta assai dotata tecnicamente. Il deludente inizio (sconfitta ad Azzano X alla I giornata) e soprattutto gli errori dal dischetto negli scontri diretti con la Sanvitese determineranno l’esito del campionato.L’impostazione tattica di base  prevede una difesa a 4 con libero, tre centrocampisti, una mezza-punta e due attaccanti.
Il grave infortunio di Franco D’Agostina (costretto a stare lontano dai campi di gioco per quasi cinque mesi) è solo in parte compensato  dall’arrivo di  Ciocchi, punta sui generis, tecnicamente più dotato di Franco, ma forse meno incisivo.
Al gioco di pregevole fattura della formazione bianconera forse si associa un difetto di fondo, dato dalla mancanza di cattiveria, indispensabile in certi frangenti per fare risultato. Ne è testimonianza di ciò la partita d’andata con la Sanvitese, terminata 1-2, dopo che il Basiliano,  andato in vantaggio, sfiora più volte il raddoppio, viene raggiunto al 45’ del I tempo per una indecisione della difesa, va in svantaggio all’inizio del II tempo per un colossale autogol e, alla fine, spreca un calcio di rigore (sbagliato sia alla prima che alla seconda esecuzione).
Nel girone di ritorno il Basiliano racimola 19 punti in 12 partite (una sola sconfitta in quel di S. Leonardo che, già negli anni precedenti, si è dimostrata una bestia nera per i bianconeri), e si presenta allo scontro diretto contro la Sanvitese in  ritardo di due punti. La partita, giocata il 16 aprile 1972 a S. Vito al Tagliamento, sotto una pioggia incessante e su un terreno pesante, vede il Basiliano dominare e perdere per una grave disattenzione della difesa su una punizione indiretta e per un ulteriore errore dal dischetto.
Di quella partita si ricorda il coraggio del tecnico, Italo Del Negro, che decide per l’esordio a tempo pieno di Maurizio Fabris (sicuramente positivo), per il rientro di D’Agostina ( lontano da novembre dai campi di gioco) e per una formazione votata all’attacco (3 punte – D’Agostina, Michelesio e Ciocchi – ed una mezza-punta quale P. Di Benedetto). Coraggio purtroppo non premiato: il campo non adatto per una formazione tecnica e gli errori difensivi ed offensivi obbligano il Basiliano a un ulteriore girone di spareggio per l’agognata promozione in I Categoria.Il girone all’italiana prevede, oltre al Basiliano, la Castionese (Castions di Strada), la Savorgnanese (Savorgnano al Torre), il Turriaco e il C.M.M. (Circolo Marina Mercantile di Trieste).
Il girone si presenta non proibitivo per i bianconeri (le prime due squadre accedono alla 1° Categoria), ma una partenza falsa (1-1 in casa con la Castionese, con goal di Mazzolo), pur seguita da un buon 2-2 in quel di Turriaco ( goal di Michelesio e Dreolini), si associa ad un incredibile 1-1 in casa contro la Savorgnanese, maturato anche dopo un serio infortunio nel I tempo sull’1-0 a Paolo Di Benedetto (autore del goal di vantaggio su calcio di rigore). Incomprensioni fra il tecnico ed alcuni dirigenti portano nella settimana successiva alle dimissioni di Del Negro e così si arriva alla partita decisiva a  Trieste contro il C.M.M. dei fratelli Bruno e Tito Rocco sul glorioso campo del Ponziana alla guida di Giuseppe Fabris (ex-giocatore e dirigente).
La partita non ha storia (sconfitta per 1-3) e così, melanconicamente, il Basiliano  deve ulteriormente rimandare  la promozione nella categoria superiore. Unica nota positiva di quegli spareggi è l’esordio confortante di Gianfranco Dreolini (II tempo a Turriaco e partita intera a Trieste).
I dissapori in ambito dirigenziale insorti durante gli spareggi e culminati con le dimissioni di Italo del Negro, portano a un rimpasto dirigenziale con l’entrata in scena, come presidente,  di Luciano Concina e, come allenatore, di Roberto Beltrame, ex-giocatore del Brugnera.
L’estate 1972 è inoltre caratterizzata da un’intensa attività del direttore sportivo Lodovico Mattiussi, di nuovo reintegrato nel ruolo ufficioso di eminenza grigia del calcio basilianese : i ritorni di Carletto Mattiussi e Odorico Mazzolo (il secondo poi svanito per motivi ancora non chiariti), l’ingaggio di Carlo Facchin (ex-Maniago), di Colussi (dal Brugnera) e, successivamente, di Gianni Renzulli (dal Ricreatorio Udinese, ma dal glorioso passato nelle file della Juventus e del Pordenone, allora militante in Serie C).
Detti rinforzi rendono la squadra competitiva al massimo e la più seria candidata alla promozione nel campionato 1972-73 di II Categoria, Girone A.Una buona partenza (1-1 a Morsano al T., 4-0 in casa contro il Montereale V.) è seguita da uno 0-0 a Castions di Zoppola contro il Doria, pagato a caro prezzo per un serio infortunio al ginocchio destro (già lesionato alcuni mesi prima) a Paolo Di Benedetto, già autore di 3 goal e costretto successivamente ad una lunghissima inattività.
Segue un campionato altalenante in cui continui cambiamenti di formazione di certo non giovano alla squadra che, comunque, avrà il merito – ben sorretta a centrocampo da C. Mattiussi, giocatore che era mancato al Basiliano negli anni precedenti, e ottimamente guidata da Beltrame - di non mollare mai e di trovarsi il 20 maggio del 1973 a giocarsi il tutto per tutto sul terreno dello Zoppola, capolista con un punto di vantaggio appunto sul Basiliano.
La partita, giocata di fronte a un folto pubblico, assai equilibrata nel I tempo, diretta da un arbitro impeccabile, viene risolta da un goal di Gino Michelesio al 15’ del II tempo.
A nulla approdano le folate dei padroni di casa negli ultimi incandescenti minuti e così il Basiliano finalmente è in I categoria!  Le formazioni scese in campo sono:Zoppola: Daneluzzi, Gasparotto, Zilli, Morello, Piccinin, Ruffo, Cancian , Franceschi, Celestino, Bozzetto, PasqualiniBasiliano: Querin, Polo, Mazzolo, U. Mattiussi (Colussi), F. Fabris, M. Fabris, Michelesio, Nobile, Dreolini, C. Mattiussi, D’AgostinaArbitro: sig. Colla di Udine.

Morsano Basiliano 1-1 (1972-73)  

Sempre alla guida di Beltrame, il Basiliano si appresta ad iniziare la nuova avventura in I Categoria nel campionato 1973-74.
L’organico viene ulteriormente ritoccato: arrivano De Negri (portiere), Pellizzari (difensore), i centrocampisti  Semenzato (dal Brugnera) e Bepi Del Zotto dal glorioso passato in Serie A e B , e gli attaccanti Molinari e De Nipoti. Se ne vanno Colussi (fine prestito) e Michelesio.

Il Basiliano ha un difficoltoso avvio, poi si riprende a fine girone d’andata, per poi scivolare di nuovo verso i bassifondi della classifica nelle prime giornate del girone di ritorno.
Dopo la sconfitta in casa con il Tolmezzo (1-2) alla 5ª giornata di ritorno, la dirigenza prende la decisione di sostituire Beltrame, forse reo di non aver provveduto ad effettuare chiare scelte tattiche.
Viene richiamato alla guida Agostino Gusmai, sotto la cui guida la squadra si riprende e, soprattutto nel finale, inanella una serie di risultati positivi che la portano ad una tranquilla salvezza.
Campionato sicuramente non all’altezza dell’organico, ma verosimilmente l’inesperienza di alcuni e, soprattutto, il non raggiunto amalgama sono le cause dell’altalenante campionato.

 

Campionato di I^ categoria 1973-74

Gusmai è alla guida dei bianconeri anche nella successiva stagione 1974-75.
Il Basiliano inizia il campionato con qualche ritocco (acquistate due punte, Mini e Pravisani, dopo il ritorno di Molinari al Bertiolo, e un jolly quale Antonutti; Gianfranco Dreolini va al Ricreatorio Festivo Udinese, rientrando nell’affare Pravisani).
Avvio decisamente positivo quello dei bianconeri, poi alcune pause ed altre prestazioni esaltanti (un Basiliano - Sanvitese alla vigilia di Natale, terminato 2-0 dopo una maiuscola prestazione dei padroni di casa).
Un inizio del girone di ritorno assai difficoltoso, condizionato anche da una non ben compresa ricerca di una formazione-base, nonostante l’ottima posizione alla fine del girone d’andata (a tre soli punti dal vertice).
Quattro sconfitte consecutive portano all’avvicendamento tecnico, con l’assunzione di Bruno Talotti, ex-mister del Codroipo e della Tarcentina.
Dopo un esordio non proprio felice anche per Talotti (culminato nella sconfitta in casa con l’allora cenerentola Latisana), la squadra si riprende alla grande ed inanella una serie di risultati oltremodo positivi, associati a  buone prestazioni cui segue una comoda salvezza.Mister Talotti, riconfermato alla guida della squadra nel campionato 1975-76, tenta  di ringiovanire la formazione con l’acquisto dal Pradamano di tre pedine (un terzino, Tavagnacco; un centrocampista, Marangone; un attaccante, Iuri) e dal Martignacco di un mediano, Maserati.
Un girone di andata disastroso, con i bianconeri in fondo alla classifica con soli 8 punti dopo 13 giornate. In questi casi, come d’abitudine, si ricorre al cambio di allenatore.

Alla guida del Basiliano, esonerato Talotti, viene richiamato Italo Del Negro il quale si affida ai senatori (ai quali si era aggiunto l’esperto Della Pietra), che gli regalano 19 punti nel girone di ritorno, portando il Basiliano a metà classifica.
Nell’anno in corso Carletto Mattiussi, già autore di precedenti tre stagioni ad alto livello, si segnala particolarmente, sì da ingolosire  parecchie squadre della regione. La spunterà il cav. Bruseschi che riuscirà a portare Carletto in quel di Palmanova.
Fa capolino inoltre  in prima squadra Gianni Dreolini, sedicenne dalle belle speranze, che disputa qualche partita segnalandosi per tecnica e fantasia, doti che lo porteranno in quel di Pordenone, per l’inizio di una discreta trafila nelle serie semiprofessionistiche e professionistiche . 

 

Pre campiotanato 1975-76

 

Del Negro, riconfermato alla guida della squadra per la stagione 1976-77, deve far fronte – assieme al general manager Lodovico Mattiussi - alle cessioni di Carletto Mattiussi al Palmanova e di Franco D’Agostina, fortissimamente voluto a Codroipo dall’ex-mister Beltrame.
Dal Codroipo, nell’affare D’Agostina, arrivano i fratelli Felace, Piero e Giuseppe, che avranno un ruolo importante nelle fortune del Basiliano nei tre-quattro anni successivi. Arriva inoltre a Basiliano, dal S. Maria di Lestizza (III Categoria), un lungagnone di nome Marco Nicoletti, un po’ sgraziato nei movimenti apparentemente, ma dotato di estro, fantasia, ottima tecnica e rapidità di gioco, tutte doti che lo porteranno ben presto a  diventare  un incubo per gli avversari.

La squadra, come al solito, ha qualche piccola difficoltà iniziale, ma subito – contrariamente agli anni precedenti - fa capire le sue intenzioni e ben presto si ritrova in testa alla classifica, con il solo Maniago a tenerne il passo.
Una squadra che fa vedere un bel gioco e di ciò ne è testimonianza anche l’amichevole con l’Udinese, giocata a viso aperto e ad armi pari per quasi un tempo, nonostante il risultato finale di 0-4.

E’ una squadra definita da Del Negro “intellettuale”: il mister si vanta di questo a destra e a manca, e la cosa arreca  un certo fastidio al summit calcistico locale. Inizia un periodo difficile: la squadra non perde mai, nonostante tutto.

 

Formazione del Basiliano nel 1976-77

16.12.1976 amichevole Basiliano Udinese

 

Si arriva così alla 21ª giornata, in una domenica di marzo caratterizzata da pioggia battente e il Basiliano – ancora imbattuto - si trova ad ospitare il pericolante Aviano.
Partita deludente nel primo tempo e supremazia dei padroni di casa nel secondo tempo, ma di goal non se ne parla anche per gli ottimi interventi del portiere avversario (Borgobello, di Campoformido). Arbitro: Fabio Baldas di Trieste (sì, proprio lui, il famoso Baldas che di lì a poco arbitrerà Juve e Inter e che nel 1994 sarà l’arbitro italiano ai campionati del mondo negli Stati Uniti, per poi essere il designatore arbitrale nel 1997-98).
Ebbene a 5’ dalla fine succede una cosa inaudita: su un cross da fermo (punizione a livello della bandierina d’angolo) da parte dell’Aviano che sorvola tutti gli uomini piazzati al centro dell’area, si avventa con notevole ritardo – solo ed indisturbato – Patrizio dell’Aviano che schiaffeggia il pallone con la mano.
Al fischio di Baldas, i giocatori dell’Aviano rioccupano le posizioni e un difensore del Basiliano si impossessa della palla per calciare la punizione.
Ma Baldas, con il dito puntato, si avvicina al dischetto del rigore e, fra la costernazione/ incredulità/proteste dei bianconeri e l’esultanza/ilarità dei gialloblù dell’Aviano, concede la massima punizione.
Il tiro  viene parato da Colussi, ma la ribattuta è sui piedi dello stesso rigorista che non ha difficoltà a collocare la sfera in fondo alla rete.
Quello che segue nei restanti pochi minuti è facilmente intuibile. Bepi Felace si prenderà 4 turni di squalifica e il Basiliano ben L. 250.000 di multa.*Da quel giorno il Basiliano perde un po’ la testa, nell’errata convinzione che in alto si volesse favorire il Maniago.
Nelle restanti partite, nonostante il buon 1-1 in casa del Maniago, manca quella agilità di manovra che aveva caratterizzato la prima parte del torneo e così, soprattutto dopo la brutta prestazione in quel di Rauscedo (1-3) e la successiva sconfitta in casa con il Sedegliano, il Basiliano deve accontentarsi del 2° posto, guadagnandosi così il diritto a giocarsi la promozione nella categoria superiore dopo aver sofferto sino alla fine (Basiliano - Gemonese 1-0 nell’ultima partita di campionato con la Gemonese a soli due punti).Si è costretti quindi ad uno spareggio con la seconda  classificata del girone B della 1 Categoria (il Medea).
Purtroppo si devono attendere 15 giorni per la partita, che si disputa a Palmanova il 19 giugno in una giornata caldissima.
Il Basiliano si schiera con:Colussi, Polo, Benedetti, P. Felace, F. Fabris, M. Fabris, Nicoletti, Bearzi, Di Benedetto, G. Felace, Pravisani.La partita, diretta da Silvio Giusti, arbitro emergente di Sesto al Reghena, è piuttosto scialba.
Nei primi venti minuti il Basiliano tiene in mano le redini del gioco, ma le punte bianconere non riescono a far breccia e l’unica volta che si crea un varco centrale (con una incursione di P. Di Benedetto), c’è un fallo da ultimo uomo al limite dell’area, che oggi verrebbe sanzionato con una espulsione (ed allora neppure con una ammonizione).
Nel secondo tempo in una mischia il Medea trova il goal e per i bianconeri, nonostante gli assalti – per la verità poco lucidi – nelle battute finali la promozione resta ancora un miraggio.

Il post-partita è particolarmente triste: Marco Nicoletti non si dà pace per aver perso l’occasione di lasciare i suoi compagni senza il premio che avrebbe coronato una stagione travagliata, ma tutto sommato bella e per lui indimenticabile (neppure cinque mesi dopo avrebbe esordito in Serie B con il Como…).

 

Marco Nicoletti (al centro)
con F.Pravisani e P. di Benedetto 

Del Negro, alla fine della stagione 1976-77, lascia Basiliano per Tricesimo, non si sa se spaventato dalla mancanza di Nicoletti (finito al Como) o lusingato dall’amico presidente (il Tricesimo era retrocesso in II categoria, ma sarà prontamente riportato in I Categoria).
A Basiliano viene chiamato per il torneo 1977-78 Enzo Pagotto in qualità di allenatore-giocatore, ex del Bertiolo e dal glorioso passato in serie superiori.
Arrivano a Basiliano il portiere Sotgiu e dal Mereto Ameris Toppano, con credenziali di ala pura: dopo un avvio incerto Toppano rappresenterà una colonna, quale centrocampista avanzato, della squadra bianconera negli anni successivi.

Il Basiliano parte bene, soprattutto in Coppa Italia battendo la Tarcentina per 1-0 (foto a fianco) e guadagnando l’accesso al turno successivo, in cui verrà sconfitto nettamente dal Malo (Vicenza).

 

Basiliano Tarcentina (coppa Italia) 1976-77

 

La squadra, ben preparata fisicamente, non decolla però in campionato: non ha personalità, non ha gioco e soprattutto manca di attaccanti (l’acquisto di Albini dal Real Udine non riuscirà a risolvere il problema).
Al giro di boa, il Basiliano ha solo 8 punti e, alla terza di ritorno, incontra in casa il Bertiolo su un campo reso impossibile dalla pioggia della mattinata e della prima parte della gara.

Il Brasiliano parte bene; P. Di Benedetto, schierato al centro dell’attacco, per un tempo fa impazzire gli avversari e Maurizio Fabris trasforma un rigore ed una punizione-bomba. Nel secondo tempo c’è la metamorfosi: sono i padroni di casa a subire l’offensiva del Bertiolo che agguanta il pareggio a pochi minuti dalla fine, complice un’incertezza della difesa bianconera.
Poteva essere la partita del rilancio e invece si tramuta nell’allontanamento del tecnico, prontamente sostituito in panchina dal presidente in persona del Brasiliano, Eros Posenato.
L’esordio di Posenato avviene a Palazzolo, con un bel 2-2 e, in quella partita, fa il suo esordio con il Brasiliano un certo Massimo Cirella.

Posenato riconferma la fiducia ai senatori.A sette partite dalla fine durante la bicchierata post-allenamento a metà settimana si copila una tabella: il Basiliano deve fare almeno 11 punti per salvarsi (il Brasiliano ha 17 punti ed è ancora ultimo in classifica con il Casarsa).
E cosi avviene: anzi i punti sarebbero stati 13 (6 vittorie e 1 pareggio, ma la partita infrasettimanale contro la Sanvitese, disputata a Basiliano e vinta sul campo per 2-1, è data vinta a tavolino agli avversari in quanto un loro giocatore sarebbe stato colpito a pochi minuti dalla fine da un spettatorE).
Sono quelle partite esaltanti (2-0 con l’Union e 1-0 con la capolista Aviano in casa, 4-1 a Gemona e 3-1 a Percotto…..) coronate dall’ultimo striminzito 1-0 in quel di Fiumicello: Cirella, punta con il fiuto del goal fa la sua parte, buon aperitivo per la scorpacciata dell’anno successivo.
Ma è soprattutto M. Fabris il mattatore dell’annata; nell’insolito ruolo di centrocampista con licenza di cercare il goal, è il capo-cannoniere della squadra con ben 12 goal (11 ufficiali).
A centrocampo c’è qualcuno che sistematicamente lo copre: è un centrocampo tecnico, molto dedito alla costruzione più che all’interdizione e la classifica finale la dice lunga sul campionato dela Brasiliano: Non si ricorda una squadra che abbia virato al giro di boa con solo 8 punti e che, nel girone di ritorno, nonostante un indeciso avvio (4 iniziali pareggi) collezioni la bellezza di 22 punti ufficiosi; né si è mai vista una squadra di calcio che detiene nello stesso anno il primato dei goals segnati e subiti.
In un campionato in cui vince il torneo una quadra con solo 38 punti e con soli 27 goals all’attivo, i bianconeri possono sicuramente mordersi le mani per essere svegliati così tardi. Hanno però un merito: quello di aver divertito sempre, nel bene e nel male.
Ed infine hanno finalmente acquistato una mentalità vincente.
L’edificio ha le fondamenta: spazzate via le illusioni di un acritico rinnovamento, ci si prepara ad un interessante torneo. 
Sempre sotto la guida tecnica di Posenato e la presidenza di Lodovico Mattiussi, il Basiliano inizia il campionato 1978-79 con la stessa intelaiatura dell’anno precedente, rinforzata da un attaccante giovane, ma già rodato in quel di S. Giorgio di Nogaro, G. Visentini.
E proprio Visentini segna nella partita inaugurale il goal-vittoria contro l’Azzanese, che risulterà alla fine protagonista assieme al Basiliano.In questo campionato il Basiliano dà inizio a quel tipo di gestione, che iniziato l’anno precedente, a metà campionato, darà i suoi frutti anche l’anno successivo.
Il tecnico è Eros Posenato, l’allenatore in campo è Paolo Di Benedetto, ormai più a suo agio in campo in veste di vigile urbano (come era solito schermirsi); ma è indubbiamente Eros Posenato il collante di quel magnifico gruppo e a Di Benedetto viene affidata l’organizzazione tattica, solo perché più profondo conoscitore degli avversari…
La squadra ha le idee chiare sin dall’inizio: gioca con un 1-3-4-2 (il libero poteva essere Piero Felace o Giorgio Romano, più classici come liberi, oppure due costruttori di gioco come  Giuseppe Felace o, in ultimo, Lorenzo Casari, milanese in prestito militare al Basiliano).
La difesa è di primo ordine: difensori tecnici come Polo e Benedetti, tenaci e attenti sull’uomo come F. Fabris, non si trovano facilmente in queste categorie.
Il portiere (Gianni Nobile) mai è stato e mai sarà così sicuro come in questa annata.
Il centrocampo è un misto di tecnica, diligenza e forza fisica (G. Felace, Di Benedetto, Toppano, M. Fabris e Passone, nonostante i problemi professionali dei primi due).
E’ ovvio comunque che la buona organizzazione di base trova in Cirella quella punta  capace di risolvere in ogni momento la partita: ragazzo rapido nei movimenti, tecnicamente dotato e scaltro, è spesso in grado di avere il guizzo vincente dopo 85’ di apatia: gli avversari lo dimenticano o, meglio, calano l’attenzione e lui ne approfitta subito, quasi offeso dalla scarsa vigilanza nei suoi confronti.
Alla fine del campionato saranno 22 le reti di Cirella, senza contare le due decisive dello spareggio.
E quelle poche volte in cui Cirella non riesce nell’intento,  Pravisani e G. Visentini – che  sanno aspettare il loro turno – riescono a colpire… Una fantastica squadra quella, alle cui fortune concorrono anche quelli che hanno giocato di meno (i vari Sotgiu, M. Nicoletti, Casari, Rognoni e D. Visentini). E sicuramente alla base di questo clima c’è la mano del mister Eros Posenato. 

 

 02.12.1978 Comello Basiliano 0-2

06.05.1979 Basiliano Cividalese 1-0

 

Il campionato è sempre una schermaglia fra il Basiliano, sempre in testa, e l’Azzanese (squadra forte, supportata economicamente da Gregoriscolor a livelli sicuramente non dilettantistici).
Il Basiliano è in testa alla classifica anche alla 29ª giornata, ma il pareggio esterno contro la Sanvitese obbliga i bianconeri all’ennesimo spareggio della sua storia.
La squadra non si trova in un momento particolarmente felice: la difesa non prende goal, ma l’attacco stenta a costruire e a concludere.
In un clima di non fiducia si va incontro alla partita decisiva per la promozione in Eccellenza, che si gioca il 20 maggio 1979  a  S. Giorgio di Nogaro, di fronte a oltre 2500 spettatori.
Fa caldo e il Basiliano decide per un breve ritiro in quel di Latisana, con pranzo e pre-tattica presso il ristorante “La Bella Venezia”.
Il presidente Lodovico Mattiussi convoca l’allenatore Posenato e il capitano Di Benedetto. Si decide per una formazione coperta nel I tempo (oggi si parlerebbe di un 4-5-1), con il solo Cirella in attacco, con Nobile ovviamente in porta, con 4 difensori (Polo, Benedetti, Fabris F. e Casari) e 5 centrocampisti (Fabris M., Passone, Felace, Toppano e Di Benedetto).
La motivazione di tale decisione è giustificata dal fatto che – nelle due partite precedenti contro l’Azzanese – il Basiliano era uscito sempre alla distanza: in particolare ad Azzano (risultato finale 1-1), il Basiliano avrebbe vinto se a 5’ dal termine l’arbitro non avesse annullato un goal regolarissimo a Pravisani (fallo del portiere al limite dell’area su Pravisani lanciato a rete con il pallone che egualmente termina in rete: l’arbitro assegna un calcio di punizione ai bianconeri... roba da matti, ndr.)
La partita si svolge come previsto. L’Azzanese parte forte e mette sotto il Basiliano: va in goal al 9’ del I tempo e sfiora più volte il raddoppio. Verso la fine del primo tempo la partita si fa equilibrata, così come nei primi 15’ del II tempo.
L’Azzanese non ha più la furia del I tempo, ma il Basiliano non sa reagire. Quando ci sono i primi fermenti nella panchina del Basiliano per qualche cambiamento, Cirella va in goal su ottimo assist di Toppano dal fondo.
Pochi minuti dopo mister Posenato toglie Passone e getta nella mischia un altro attaccante, Visentini.
La partita non si schioda e, così, si va ai supplementari. Al 6’ del primo tempo supplementare, l’azione decisiva.
Visentini si impossessa di una palla vagante a centrocampo e libera Cirella che, con uno scatto da par suo, lascia sul posto i difensori e si presenta solo davanti al portiere trafiggendolo. E’ il goal promozione: il risultato non cambierà più.
L’Azzanese generosamente attaccherà nel II tempo supplementare, ma la difesa del Basiliano (forte di Polo, Benedetti, Ferruccio Fabris e Casari) non si farà sorprendere, anzi sarà ancora il Basiliano ad avere ancora due palle goal con Di Benedetto e Cirella, prima del fischio di chiusura dell’ottimo Fontana.
L’epilogo è il giusto premio a chi per tutto il campionato aveva guardato dall’alto la classifica e a chi, con poco, era riuscito a sconfiggere i professionisti di Azzano.
E’ un destino che 20 maggio porti bene ai colori bianconeri del Basiliano, come 6 anni prima a Zoppola.
Festeggiamenti a non finire, giro del campo  e alla sera quasi tutti a festeggiare in quel di Vissandone: la soddisfazione è ovviamente enorme, per aver centrato un obiettivo che sarebbe rimasto nella storia: arrivare nella Serie A dilettantistica regionale.

 

 20.05.1975 M.Cirella festeggiato da G. Nobile

 rituale giro di campo 

 

Si riporta di quell’incontro “storico” il tabellino: a S. Giorgio di NogaroBasiliano – Azzanese       2-1 d.t.s. Basiliano      Nobile, Polo, Benedetti, M. Fabris, F. Fabris, Casari, Di Benedetto, Toppano, Cirella, Passone ( G. Visentini dal 60’), G. FelaceAzzanese     Zancai, Bolzon, Del Bel Belluz, D’Avanzo, Della Bianca, Florean (66’ Bonpan), Mazzon, Canton, Colussi, Moro, Daneluzzi Arbitro           Fontana di S. Canzian d’IsonzoMarcatori      D’Avanzo al 9’, Cirella al 65’ e al 111’.

 

20.05.1979 La formazione del Basiliano scesa in campo nel primo tempo

 

 

Il sabato successivo, 26 maggio, a Manzano 1979 si disputa la gara che assegna  la Coppa Regione, che prevede lo scontro fra le prime classificate dei due gironi di I Categoria.
Il predominio dei bianconeri, scesi in campo in formazione rimaneggiata e con il lutto al braccio (foto in basso) per la morte della signora Gisella Tonasso Mattiussi, mamma del presidente Lodovico, è netto.
Il caldo estivo condiziona il ritmo della gara, piuttosto blando.
Decide un colpo di testa di M. Fabris al 25’ del secondo tempo (foto pagina precedente); nei minuti finali Pravisani ha numerose occasioni per raddoppiare, senza  riuscirvi.  Formazioni scese in campo:Basiliano: Nobile, D. Visentini, Benedetti, Romano, Polo, M. Fabris, G. Visentini, Toppano, Pravisani, Passone, Di Benedetto.Pieris: Bonaldo, Cosolo, M. Clemente, Giordano, Visentin, Sabbadini, Zambon, Malaroda, Clemente, Sgubin, Bala.

 

26.05.1979 Formazione Basiliano 

 

 

Pieris scesa in campo a Manzano per la Coppa Italia Alcuni giorni dopo, si festeggia ufficialmente l’annata in piazza Municipio a Basiliano, in presenza delle autorità, con gran concorso di folla.
Il mister Eros Posenato omaggia i suoi ragazzi con una splendida foto-ricordo e i giocatori premiano, a loro volta, lo stesso Eros e il presidente Lodovico Mattiussi con una targa-ricordo: a Lodovico ricordano di averlo portato nell’Olimpo dei Presidenti… 

 

Festegiameni alla fine del campionato: a destra il presidente Mattiussi e il mister Posenato

 

 

L’estate 1979 porta a qualche sconvolgimento societario. Il feeling fra il presidente Mattiussi e il tecnico Posenato si rompe d’incanto e il Consiglio Direttivo decide per una soluzione tecnica in casa.
Lodovico Mattiussi riesce a riportare a casa Carletto Mattiussi, cui affida i compiti di allenatore-giocatore, in collaborazione con Paolo Di Benedetto, cui viene richiesto di esercitare funzioni di medico e di direttore tecnico.
Oltre a Mattiussi, la squadra (che deve accusare la grossa perdita di Cirella, ritornato a Ravenna) acquista Sumin dal Palazzolo, un giovane promettente quale De Prato dall’Ancona di Udine e, in extremis, dal Codroipo Gianfranco Dreolini, fortissimamente voluto dallo staff tecnico dirigenziale.
Nell’operazione Dreolini, viene ceduto al Codroipo Sotgiu, mentre Pravisani non vuole sentire ragioni e rimane a Basiliano, ormai sua seconda patria. Sotgiu viene rimpiazzato da De Tina, giovane e promettente portiere.
Il Basiliano nel campionato 1979-80 si schiera con la seguente formazione-base:Nobile, Polo, Benedetti, Maurizio Fabris, Ferruccio Fabris, Romano, Toppano, Dreolini, Sumin, Mattiussi, Felace.

 

Campionato di Eccellenza 1979-80: la rosa all’inizio del campionato

 

Lo schieramento in campo è un 4-5-1 (1-3-3-2-1), intendendo che, accanto al libero Romano, giostrano tre difensori; Carletto Mattiussi è il perno del centrocampo, coadiuvato a destra da Maurizio Fabris e a sinistra da Felace; immediatamente al davanti operano le due mezze-punte Toppano e Gianfranco Dreolini, al servizio dell’unica punta Sumin.
In realtà Sumin non è una vera punta, per cui spesso si adotta la soluzione Pravisani, più logica (una mezza  punta e due punte).
Il terreno di gioco è il polisportivo di Flambro, non avendo avuto il rettangolo di gioco di Basiliano la vidimazione per il campionato di Eccellenza (troppo stretto: appena 52 metri…).
Il campionato è un esempio di regolarità: non avendo la squadra un elevato potenziale offensivo, il gioco è assai elaborato ed è finalizzato  alla ricerca di soluzioni per andare a rete.
Squadra con più pareggi in assoluto (16), poche le vittorie (8), ma poche anche le sconfitte (6). Meglio del Basiliano risultano alla fine per numero di sconfitte solo la Sacilese e il Monfalcone. Molti sono i riconoscimenti di un gioco piacevole (vedasi Basiliano – Sacilese e Tarcentina – Basiliano ).
Qualche partita persa male verso la fine del torneo (a Fontanafredda sino al 70’ in campo s’è vista una sola squadra, il Basiliano) e la decisione di lanciare qualche giovane nelle ultime tre partite non permettono un piazzamento ancora migliore del 6° posto finale (con 32 punti).
L’analisi di quella che risulta a tutt’oggi una annata storica per i colori bianconeri permette di fare alcune considerazioni:- la conferma della bontà della difesa;- la manovra molto articolata del centrocampo, grazie alle doti soprattutto di C. Mattiussi;- il numero elevato di mezze-punte (Dreolini, Toppano, Sumin) e la conseguente difficoltà di andare   a rete, nonostante un gioco talora spumeggiante e brillante;- il ricorso a Pravisani per sopperire alle croniche difficoltà dell’attacco;- il contributo sempre puntuale dei vari Passone, Nicoletti, D. Visentini, De Tina e De Prato;- la presenza nella formazione titolare di ben 6 giocatori di Basiliano, altri due del comune (Dreolini e Romano) e i tre giocatori più distanti in totale non superano i 40 Km.
Un caso, quello della presenza nella formazione titolare di 8/11 di giocatori del Comune pressoché unico nella storia dei campionati della massima serie dilettantistica! Di questi fantastici 13 anni (3 secondi posti e due promozioni) ci sarà una gioiosa appendice negli anni successivi: le vittoriose finali nel campionato regionale amatoriale nel 1985 e 1986. Saranno battute nella gara unica di finale, dopo un torneo di tre mesi, rispettivamente il Sesto al Reghena (2-0) e il Pieris (1-0) di mister Del Neri, con il contributo infaticabile ed indimenticabile di Luigino Zanzero, coordinatore del gruppo sia in campo che fuori. 

 

Una formazione delle “” Vecchie Glorie “” del Basiliano nel 1984

 

 

Una formazione delle “” Vecchie Glorie “” del Basiliano nel 1985

 

 

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